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HMRC investiga Google Irlanda

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HMRC sta investigando Google in merito ad una presunta evasione fiscale di 24 milioni di Sterilne. Secondo l'Agenzia delle Entrate Inglese Google avrebbe ceduto Azioni statunitensi al personale del Regno Unito che poi sarebbero state addebitate a Società Irlandesi sempre riconducibili a Google, benficiando della più favorevole corporate tax Irlandese al 12,5%.
Secondo una recente modifica della legge UK, le multinazionali devono trattare i pagamenti al personale per mezzo di azioni come un'entrata e non come spese deducibili. Google ha già annunciato che la cosituzione di un fondo di 24 milioni di Sterilne nel caso in cui si trovasse a dover pagare la Corporation tax brittanica per gli anni dal 2005 al 2011.

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La Romania intende rottamare le tasse sull'esportazione di Energia

 

Il Dipartimento dell'Energia della Romania ha preparato un progetto di legge per abolire la tassa di cogenerazione per gli esportatori di energia elettrica . La proposta mira a rendere il paese un fornitore leader per l'Europa centrale e sud- orientale.

L'imposta introdotta nel 2011 a carico delle società che forniscono energia elettrica e per il riscaldamento,si pensa rappresenti circa il 2 per cento delle bollette di consumo . Il primo ministro Victor Ponta aveva già suggerito la'abolizione della tassa scorso anno , dicendo che non ha avuto alcun "impatto positivo".

Secondo il Dipartimento, il progetto di legge promuove l'uso efficiente delle " ampie" risorse energetiche della Romania , e mira a sostenere i produttori di carbone di grandi dimensioni. I piani tengono anche conto della necessità dei mercati in Repubblica Ceca , Slovacchia, Ungheria , attraverso l'allineamento con il mercato all'ingrosso dell'energia elettrica, noto come Mercato del Giorno Prima (DAM) .

Il progetto di legge è collegato a criteri e le condizioni per l'attuazione di un regime di sostegno per la promozione della cogenerazione ad alto rendimento.

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Svizzera: passa il referendum anti-immigrazione

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Svizzera: passa il referendum anti immigrazione

Con un risultato finale di 50,3% di sì ed un 49,7% di no passa il referendum in Svizzera contro la libera circolazione con l’Unione Europea. Il risultato è rimasto in bilico fino alla fine, e i si hanno prevalso per poco spinti dai cantoni di lingua Tedesca e Italiana, favorevoli al referendum, che si sono contrapposti alla Svizzera di lingua francese, notoriamente contraria alla proposta.

A far leva sulle paure di una crescita smisurata dell’immigrazione, il leader della Unione di Centro, partito conservatore nazionalista guidato dall’imprenditore e politico Christoph Blocher, che da tempo punta a bloccare l’accordo di libera circolazione in vigore con l’Unione Europea ed a reintrodurre i contingenti per i lavoratori stranieri.

Dopo il reinvio da parte di Austria e Lussemburgo dell’entrata in vigore dello scambio automatico delle informazioni, con evidente caduta definitiva del segreto bancario, proprio a causa del mancato accordo fra l’Unione Europea e i 5 Paesi non facenti parte dell’UE, tra cui la Svizzera, sono ancora una volta gli Elvetici a mettere in difficoltà l’Europa.

Il referendum Svizzero non potrà essere ignorato, in quanto espressione della sovranità popolare, e porterà ad una rinegoziazione degli accordi bilaterali con l’Unione Europea, e la probabile introduzione di un meccanismo che stabilisca un canale preferenziale per i lavoratori elvetici e i già residenti: un’evidente passo indietro nel processo di unificazione dell’Europa.

Ora spetta al governo di Berna e a Bruxelles decidere il da farsi: se è vero che il risultato del referendum non potrà essere ignorato, dall’altra parte la Commissione Europea potrebbe richiedere alla Svizzera la rinegoziazione di tutti gli accordi economici in vigore

 

 

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Svizzera Italia accordo vicino

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Svizzera - Italia vicino accordo fiscale

ROMA – Sarà forse l’accordo fiscale con la Svizzera il primo vero e proprio risultato del nuovo governo Renzi. Fra Berna e Roma si starebbero infatti ultimando gli ultimi dettagli tecnici sul testo. Lo riferisce il Fatto Quotidiano, che riporta le dichiarazioni di un anonima fonte governativa. «Tra qualche giorno e con questo intendo dire veramente pochi giorni» la formalizzazione dell’intesa.

Una trattativa che nella vicina Penisola ha visto passare almeno tre governi, Monti, Letta e ora Renzi, il quale potrebbe chiudere la pendenza con la Confederazione. Le ultime questioni ancora aperte, ossia l’accesso delle banche svizzere al mercato italiano, il regime fiscale dei frontalieri e le blacklist sembrano dunque aver trovato una loro soluzione.

In particolare per quel che riguarda la tassazione dei frontalieri si arriverà vicini ad una soluzione auspicata dal Ticino, che voleva semplicemente stracciare l’accordo sui frontalieri. Concretamente si fa largo l’idea dello “splitting fiscale”: in concreto in Svizzera un frontaliere continuerebbe a pagare l’imposta alla fonte, mentre in Italia – dove ora non pagano un euro di imposte sul reddito – i frontalieri sarebbero chiamati a pagare come tutti gli altri, deducendo però quanto già pagato in Svizzera.

Si può quindi leggere diversamente lo stralcio dalla voluntary disclosure operato in settimana dal parlamento italiano, che verrà inserito nel contesto dell’accordo con la Svizzera. Il nuovo testo di legge, il cui scopo è quello di regolarizzare il passato, prevede «nessun anonimato per gli evasori e nessun condono mascherato», riferiscono ancora da Roma. All’evasore italiano che autodenuncia al fisco i patrimoni detenuti illegalmente all’estero viene cancellato l’eventuale reato di omessa o infedele dichiarazione e parte delle sanzioni, mentre per altri comportamenti fraudolenti la pena dai 18 mesi ai 6 anni è ridotta fino alla metà. «È evidente che il decreto sulla voluntary disclosure senza l’accordo sulle informazioni con la Svizzera rischiava di non funzionare: ora quelli che hanno portato i soldi lì in nero sanno che possiamo trovarli e sono, diciamo, incentivati a collaborare col fisco», riferisce ancora il quotidiano italiano.

fonte: http://www.ticinolibero.ch/

 

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Illecito Trasferimento di Capitali all’Estero

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Illecito Trasferimento di Capitali all’Estero

Numerosi controlli investigativi ed intercettazioni ambientali come prova dei fatti avvenuti legittimano il recupero dell’Agenzia dell’Entrate

La sentenza della CTP Prato n° 79/03/13 dell’8 novembre 2013 ha riconosciuto legittimo il recupero a tassazione da parte dell’Agenzia dell’Entrate di oltre un milione di €uro. Il sistema per eludere i controlli si basava su una fitta rete di “Money Transfer” i quali trasferivano somme di danaro dall’Italia alla Cina frazionando gli importo in tranche da 1.999,99 €uro al fine di non incappare nella segnalazione di operazioni sospette e indicando come mittenti della transazione persone inesistenti o ignare dei fatti.

Il denaro, probabilmente proveniente da attività di carattere illecito, veniva consegnato tramite corrieri ai punti vendita “Money Transfer” i quali mascheravano i dati del mittente rendendo possibile l’invio di piccole somme al fine di eludere ogni controllo.

Dalle indagini svolte dal Nucleo Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Firenze sembra che oltre 5 miliardi di €uro siano stati trasferiti dal 2006 al 2010 attraverso un numero imprecisato di piccole operazioni eseguite apparentemente da molteplici soggetti, perlatro inesistenti, come risulta dall’archivio unico informatico sequestrato all’intermediario finanziario titolare a cui facevano capo gli sportelli di “Money Transfer”.

Il trasferimento di capitali all’estero è una prassi totalmente legale semprechè, teniamo a precisarlo, si tratti di fondi legittimamente acquisti e quindi non frutto di attività illecite e le somme siano trasferite per mezzo di intermediari autorizzati: tali somme detenute all’estero, indipendentemente dal loro ammontare nonchè dalla durata della detenzione, andranno dichiarate nel quadro RW della Dichiarazione dei Redditi con le modalità indicate dall’Agenzia a seguito della recente riforma in merito.

Associated Law Advisors LTD per mezzo dei suoi professionisti italiani può fornirVi una specifica consulenza in materia di esportazione di denaro all’estero, nel pieno rispetto di tutte le normative giuridiche e fiscali in merito

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