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FAQ

Cosa si intende per Stabile Organizzazione?

 

La definizione di Stabile Organizzazione è sancita dall’art 162 comma 1 del TUIR, che cita “l'espressione «stabile organizzazione» designa una sede fissa di affari per mezzo della quale l'impresa non residente esercita in tutto o in parte la sua attività sul territorio dello Stato.

 

2. L'espressione «stabile organizzazione» comprende in particolare:

 

a) una sede di direzione;

b) una succursale;

c) un ufficio;

d) un'officina;

e) un laboratorio;

f) una miniera, un giacimento petrolifero...”

 

La stabile organizzazione costituisce il presupposto necessario affichè uno Stato possa assoggettare a imposizione il reddito di impresa di un soggetto non residente.

 

Le convenzioni internazionali contro la doppia imposizione, solitamente stipulati su modello OCSE, attribuiscono un credito di imposta o un’esclusione dal pagamento dell’imposta nel Paese cosiddetto “di origine”, ovvero ove risiede la società madre, prevendendo l’imposizione esclusiva del reddito nel Paese ove risiede la stabile organizzazione, detto “fonte del reddito”.

 

In sintesi possiamo affermare che il concetto che ispira la normativa è quello di individuare il paese in cui il reddito viene prodotto che sarà tassato sulla base delle normative locali vigenti.

 

Vengono esclusi dal concetto di stabile organizzazione la presenza in stato estero di una società che non produca reddito come , ad esempio, un ufficio di rappresentanza, un’esposizione di beni, un sede utilizzata solo per attività di promozione o pubblicità, etc.).

 

Ciascun Paese può avere delle normative differenti per la definizione di stabile organizzazione: se esistono però accordi bilaterali fra due Paesi contraenti questi sono prevalenti sulla normativa interna, ponendo delle limitazioni reciproche in capo agli Stati firmatari sull’esercizio del potere di imposizione.

 

Ribadiamo ancora una volta che costituire una società estera può essere un valido strumento commerciale e di ottimizzazione fiscale, ma non deve essere uno strumento di evasione o elusione fiscale.

La normativa in merito alla “residenza fiscale” di un’attività è complessa, da valutare caso per caso: per questo è essenziale rivlgersi a dei professionisti in grado di costruire strutture societarie corrette per  non ricadere nell’esterovestizione

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