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FAQ

Cosa si intende per Esterovestizione ?

 Per Esterovestizione si intende la fittizia localizzazione all’estero della residenza fiscale della società che, di fatto, mantiene la sua attività e persegue il suo scopo sociale in Italia. I casi più evidenti in materia di Esterovestizione si hanno quando un soggetto svolge la propria attività nel territorio dello stato ma sposta, solo sulla carta, la propria sede all’estero, al fine di beneficiare del regime fiscale più vantaggioso di quel paese, oppure nel caso di plusvalenze nella cessione di partecipazioni.

L’Art. 73 del D.P.R. 197 del 1986 meglio conosciuto come T.U.I.R., indica chiaramente quali siano i presupposti perchè una società, sia di persone che di capitale, sia considerata fiscalmente residente, ovvero:

          Le società che per la maggior parte del periodo d’imposta hanno

- la sede legale o

- la sede amministrativa o

- l’oggetto principale nel territorio dello stato

 

Viene perciò presa in considerazione non solo la sede legale della società, ma la sede amministrativa e l’oggetto dell’attività, ovvero il luogo dove viene effettivamente prodotto il reddito e dove si trova il centro decisionale della società.

 A tal proposito il legislatore ha voluto introdurre un’ulteriore norma nel 2008 con l’articolo 5 bis, specificando che società ed enti che detengono partecipazioni di controllo, si considerano fiscalmente residenti nel caso in cui:

 a) sono controllati, anche indirettamente, ai sensi dell' articolo 2359, primo comma , del codice civile , da soggetti residenti nel territorio dello Stato;

 b) sono amministrati da un consiglio di amministrazione, o altro organo equivalente di gestione, composto in prevalenza di consiglieri residenti nel territorio dello Stato.

 

L’onere della prova è carico della società sottoposta a verifica.

 

Esistono studi complessi ed articolati sull’Esterovestizione, materia articolata e spesso di difficile dimostrazione da parte dell’amministrazione finanziaria. Alcune recenti sentenze in merito hanno stabilito un principio (fondamentale ma non sufficiente):

 “laddove vi sia una controllante italiana di una controllata estera, il superamento dell'accusa di esterovestizione suppone, anzitutto (condizione necessaria ma non sufficiente), che il board della società capogruppo sia sostanzialmente diverso da quelli della società controllata. Ciò che nella specie manca e, con esso elemento, anche l'autonomia (strategica e amministrativa) della società controllata.”

 Autorità:  Cassazione penale  sez. III, Data udienza:  21 febbraio 2013, Numero:  n. 32091

Nonostante l’onere della prova sia a carico della società sottoposta a verifica, spetta all’amministrazione finanziaria dimostrare la sede artificiosa dell’attività:

L'amministrazione finanziaria è tenuta a dimostrare l'esterovestizione provando che la sede estera è artificiosa e non corrisponde a una concreta realtà economica. A precisarlo è la Ctp di Macerata con la sentenza 85/2/2013.

Laura Ambrosi - Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/12058G

Anche la Suprema Corte si è espressa in tal senso:

“Ai fini della configurazione di un abuso del diritto di stabilimento, nell'ipotesi di esterovestizione , ossia di fittizia localizzazione della residenza fiscale di una società all'estero, non è necessario accertare la sussistenza di ragioni economiche diverse da quelle relative alla convenienza fiscale, ma, invece, occorre verificare se il trasferimento in realtà vi è stato, o no, cioè se l'operazione sia meramente artificiosa, consistendo nella creazione di una forma giuridica che non riproduce una corrispondente e genuina realtà economica.”

Autorità:  Cassazione civile  sez. Trib, Data:  07 febbraio 2013, Numero:  n. 2869

ribandendo quindi la necessità di provare l’artificiosità del trasferimento della sede all’estero come elemento fondamentale per configurare il reato di Esterovestizione.

Stante la complessità e rischiosità della matera, per non incorrere in sanzioni penali e civili con aggravio di oneri e spese, occorre verificare che l’operazione di costituzione di società estera, così come la sua operatività, siano perfettamente legali e lecite.

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